Madonna sceglie la Puglia 'Alleluja' per turismo e promozione

Madonna in vacanza in Puglia a caccia di sapori, emozioni e riflessi mediterranei.

Devono averle riferito che la Puglia è tra le regioni italiane a più viva devozione della Vergine Maria, con il caleidoscopio più variegato di declinazioni espressive: fino ad annoverare, tra le icone più amate, quella dello "Sterpeto", della "ripa-alta: Ripalta) e persino varianti che vanno da Altomare a Valleverde, attraverso una miriade di Addolorate, Consolate e Incoronate.

madonna in PugliaAncora una volta, è il cosiddetto "distretto del lusso" a dare la spinta qualitativa alla promozione della destinazione Puglia, checchè le "analisi all'acqua di rosa" si sorprendano a registrare l'alto numero di arrivi a Bari (approdo aeroportuale e portuale quasi unico della regione) e un numero non adeguato di pernottamenti, che collocano il capoluogo levantino tra le città "quick stay" ovvero "di passaggio" (340mila arrivi - 629mila pernottamenti), senza un cartellone eventi estivi in grado di motivare, stimolare e sviluppare una capacità "di trattenere" i visitatori ben oltre la media odierna di meno di 2 notti a turista.

La presenza della rockstar internazionale nel cuore della Puglia ha naturamente animato curiosi e cacciatori di foto. Di conseguenza, anche i suoi movimenti sono monitorati quasi in tempo reale: prima cena in esterno, insieme a una decina di ospiti, tra i Trulli di Alberobello - resi più suggestivi dal gioco di suoni e luci che da qualche tempo li esaltano - al ristorante Terra Madre.

E "radio passaprola" riferisce anche il menù servito all'aperto, nel giardino dell'orto "a km. 0" del ristorante, sotto il cielo stellato e la luna calante. Cena vegana a base di carote al vapore, zucchine con olio e aceto o crude con cacioricotta e vincotto, melanzane grigliate con vincotto o arrotolate al forno con provolone fuso e olive verdi. Poi un'insalata di ceci lessi, pomodori e rucola. Sul vino le voci restano contrastanti: chi dice Primitivo o Negramaro, altri addirittura Nero di Troia, ma c'è anche chi assicura di aver riconosciuto i tappi delle bollicine pugliesi più famose al mondo: quelli delle bottiglie inconfondibili dei d'Araprì.